Sì, lo so, sono fuori, ma l'ungherese mi ha sempre incuriosito, un po' perché ho parenti laggiù, un po' perché è completamente diverso dalle altre lingue europee...
Impararlo col metodo del tandem è impossibile, in realtà, perché il mio livello di ungherese è zero, mentre il mio tandem-partner, Bence, parla già abbastanza bene italiano, ma vabbe', comincerò a prendere contatto, poi si vedrà... Il vero problema è che l'ungherese è una lingua allucinante, dove per esempio i generi nei sostantivi non esistono, o ti capita di fare un complemento direttamente dentro la parola... o di capovolgere una frase per dire qualcosa di semplicissimo con un giro di parole sconvolgentemente complesso, sottintendendone tra l'altro una grossa parte.
Facciamo un esempio pratico, e mettiamo che io voglia dire la frase "Io ho due fratelli". In ungherese dovrò dire "Két testvérem van", e cioè, tradotto letteralmente, "Due mio-fratello è". Ora, a parte il fatto che questa frase sembra dettata da Yoda, mi può anche andare bene l'ordine delle parole, ma non capisco perché io debba mettere il verbo essere invece del verbo avere, e scriverlo, come la parola "mio fratello", al singolare. Non è che in realtà il ragionamento è un altro e anche qui si sottintende qualche stralcio di frase? Pensa che ti ripensa mi sono venute in mente meravigliose ricostruzioni, come:
"[La quantità dell'oggetto che qui nomineremo] mio-fratello è due"
(un po' ridicola, ma potrebbe essere letta così), oppure
"Due è [il numero di volte che posso usare] mio-fratello [come definizione di una persona]"
(ancora più contorto, ma perché no?), oppure ancora
"Mio-fratello è due [persone, in realtà]"
(e allora si parla di personalità multipla direttamente).
Allo scopo di prepararmi al peggio, comunque, il buon Bence mi ha anche scritto la parola più lunga in ungherese che, grazie alla possibilità di mettere assieme al nome come suffissi un casino di cose con mille funzioni grammaticali diverse è...:
megszentségteleníthetetlenségeskedéseitekért
traducibile in italiano con "per le vostre continue inviolabilità". 44 lettere. 16 sillabe. Ad un certo punto della parola mi ha indicato alcune lettere ("-eskedés-", precisamente) dicendomi «Queste lettere in realtà non vogliono dire nulla. Stanno qui per allungare la parola, e per dare un'idea di continuatività. Tu traducila più o meno come "continue"». Ed io a voi riporto la notizia, tremando di paura per quando cominceremo a fare grammatica ungherese sul serio.
PS: dimenticavo
"[Questo] è mio-fratello due [, perché prima abbiamo incontrato mio-fratello uno]"
ma se avete altre soluzioni, sono qui per ascoltarle...